Lottiamo per una Basilicata più libera, più giusta e più civile! Ecco come abbiamo difeso i lucani e quello che dobbiamo ancora fare insieme!

Un altro ciclo si apre per la Basilicata. 

Le elezioni regionali ci consegneranno un rinnovato contesto politico.

Un tessuto ulteriormente rigenerato per i socialisti e il centro-sinistra che dopo aver: 

– introdotto il reddito minimo di inserimento con il quale da due anni la Regione ha incluso 4.000 disoccupati nei servizi di pubblica utilità nei comuni lucani;

– con la Legge 27/1/2015 n.5 introdotto il Servizio di Odontoiatria per i disabili;

– approvato la Legge 54 del 30/12/2015 per la protezione del paesaggio dagli impianti eolici;

riformato ARPAB con la Legge n. 37 14/09/2015 e potenziato inoltre organico e attrezzature;

– approvato la Legge n.29 del 12/08/2015 sull’ARTIGIANATO;

– istituito il servizio di NIDO FAMILIARETAGESMUTTER con la Legge 2/08/2016 n.16;

– effettuato il collegamento all’alta velocità italiana con il FRECCIA ROSSA da Dicembre 2016;

Ridotto gli emolumenti ai consiglieri regionali con la Legge 21/12/2017 n.37;

– istituito il PARCO NATURALE DEL VULTURE con la Legge 20/11/2017 n.28;

RIORDINATO IL SERVIZIO SANITARIO (Legge 12/01/2017 n. 2) per evitare chiusure di reparti o addirittura ospedali;

– approvato la RIFORMA SULLA BONIFICA e accorpamento dei CONSORZI in un unico Ente con la Legge 11/01/2017 n.1;

– in ambito FORESTAZIONE ampliato i servizi con 151 giornate per tutti gli addetti e attivazione del Tourn-over;

– approvato Nuove norme in materia di GESTIONE DEI RIFIUTI E BONIFICHE SITI INQUINATI con la Legge 16/11/2018 n.35;

– approvato a Dicembre 2016 il Piano Regionale di gestione dei rifiuti ed eliminata l’emergenza in Basilicata;

– effettuato investimenti per 200 Milioni di euro nel sistema delle imprese con i P.I.A (Piani Integrati Aziendali) e Mini-PIA, grazie ai quali è stata stimolata nuova occupazione stimata in circa 2.500 nuovi posti di lavoro;

ha le carte in regola per avere la fiducia dei cittadini.

E’ un centrosinistra in evoluzione che avrà, come sempre, la priorità di tutelare l’interesse dei cittadini lucani.

Sarà un centro sinistra leggermente diverso da come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

La nostra coalizione indossa da sempre gli abiti del cittadino comune, del lucano che ama la sua terra e che si impegna ad affrontare sia i problemi semplici che quelli complessi.

I socialisti sposano la coalizione del centro sinistra lucano per le affinità nei valori e sulla base della condivisione di determinati obiettivi programmatici.

Lo facciamo a condizione che si crei un contesto adeguato alla nuova e difficilissima fase che la Regione e il suo governo devono affrontare, sulla base di un progetto e con dei programmi che oggi consegniamo nelle mani dei segretari che compongono la coalizione e dei responsabili del civismo che hanno deciso di stringersi intorno al centro-sinistra lucano.

Vogliamo un governo regionale democratico, autonomo dalle decisioni di altre regioni o del Nord Italia, legittimato dagli elettori per perseguire i veri interessi dei cittadini lucani, sulla base di un programma condiviso che sia innanzitutto ispirato e attuato sulla base di determinati valori.

I socialisti immaginano una Basilicata dove il potere delle istituzioni venga esercitato con maggiore efficacia sempre nel rispetto del principio di legalità, dove l’azione della macchina amministrativa non deve mai sconfinare nell’arbitrario esercizio del potere ma dovrà tendere sempre a trovare risposte ai problemi dei cittadini nel rispetto del principio di uguaglianza e di pari opportunità.

E’ necessario che vi sia equità e solidarietà, affinchè attraverso una concreta inclusione nella comunità, nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro, il cittadino possa disporre degli strumenti necessari a soddisfare i suoi bisogni.

Per questo il Governo della Basilicata, dopo essere riuscito a garantire tutti i maggiori servizi pur avendo affrontato 5 anni durissimi (a causa purtroppo del ben noto contesto nazionale ed internazionale di stagnazione economica) ora potrà assumere come obiettivo prioritario lo sviluppo socio-economico del suo territorio.

Solo attraverso la crescita del tessuto imprenditoriale e professionale è possibile far crescere l’occupazione e la dignità dell’essere umano.

Il lavoro è il vero miracolo che dobbiamo avere come obiettivo (e non la semplice assistenza temporanea)

È necessario eliminare ostacoli, snellire la burocrazia per l’avvio di altre attività economiche, sostenere ulteriormente le capacità, le competenze e le energie vive della comunità regionale così da includere nel gioco dell’economia e del lavoro le nuove generazioni che possono mettere in campo energie e nuove competenze.

Meritocrazia, solidarietà, equità come espressione di una sempre maggiore giustizia sociale che si sviluppi non solo attraverso la definizione di regolamenti e meccanismi che consentano di avere, in astratto, istituzioni più giuste ma che si traducano anche in politiche e realizzazioni concrete di sostegno e di riequilibrio sociale.

Ecco quindi i 5 punti programmatici sottoposti alla coalizione del futuro centro-sinistra lucano.

  1. Lo sviluppo locale, innanzitutto, con al centro un piano industriale condiviso con le parti sociali che parta dall’economia della cultura e del turismo, dell’agro-alimentare, dell’agricoltura sostenuta con la tutela del territorio, passando per la valorizzazione dei centri storici con una sorta di Piano Marshall per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato, in grado di stimolare il settore delle costruzioni e dell’artigianato locale, così da creare nuova occupazione e tendere a innovare i sistemi urbani verso la sostenibilità ambientale.

  2. Inclusione sociale verso il lavoro, con la rivisitazione del reddito minimo, dei servizi per l’infanzia, una politica per le casalinghe e le donne che dopo una lunga permanenza nell’ambito della famiglia vogliono provare a reinserirsi nel mondo del lavoro.

  3. Ambiente sostenibile, cioè la nuova frontiera dello scontro tra gli interessi dei molti, cioè i cittadini e gli interessi di pochi, soprattutto dei grandi “gruppi finanziari”. Il Governo Regionale deve spingere verso la transizione energetica, favorendo il cittadino che da consumatore di energia deve assumere anche il ruolo di produttore di energia da fonti rinnovabili, attraverso il potenziamento delle reti intelligenti e con l’obiettivo di ridurre il costo della bolletta energetica a famiglie e imprese, in un contesto di sicurezza ambientale e salvaguardia della salute.

  4. I servizi per la salute, partendo dal riordino della rete ospedaliera, per i quali la Regione dovrà impegnarsi a far crescere e qualificare l’organizzazione complessiva, dai presidi territoriali per il loro insostituibile ruolo che deve integrarsi con il potenziamento della funzione di alta specialità del presidio di secondo livello. Assistenza territoriale, funzione farmaceutica e riduzione delle contraddizioni e disuguaglianze sui tempi di accesso alle prestazioni.

  5. Nuova Governance, in un contesto di programmazione macro-regionale, attivando i meccanismi del regionalismo differenziato necessario per vincere la pressione dello spopolamento sui servizi, con una architettura istituzionale che può essere ancora migliorata, con l’introduzione di innovazioni di processo nella valutazione delle politiche di governo, al fine di orientare le scelte nella direzione dei cittadini e della meritocrazia.

Si tratta di 5 indicazioni programmatiche che per i socialisti lucani rappresentano la ragione per stare o meno dentro una coalizione, fuori dalla logica iper-logora di dover trovare intese su “chi comanda”.

Per leggere il Documento integrale con tutti i dettagli CLICCA QUI.

Per i socialisti lucani gli obiettivi programmatici individuati, frutto di un viaggio attraverso il colloquio con il tessuto socio-economico reale della Basilicata, sono la bussola che orientano le scelte di posizione affinchè vengano tutelati, come sempre, gli interessi veri dei cittadini lucani (anziché lasciarci governare dai saccheggiatori del NORD che pensano di decidere sulla nostra testa dai palazzi romani).

Livio Valvano