Inceneritore di Melfi ex Fenice-EDF: il progetto di bonifica non funziona, Bardi blocchi l’inceneritore

La priorità assoluta ed indiscutibile dell’emergenza Coronavirus non deve produrre effetti collaterali indesiderati.

Per questo l’Amministrazione Comunale di Melfi non ha affatto trascurato la procedura di bonifica dell’unico Inceneritore, presente in Basilicata nell’Area Industriale di Melfi ad oggi causa di una significativa contaminazione del terreno e della falda acquifera che persiste da circa 20 anni, di proprietà della società Rendina Ambiente già Fenice srl.

Il 6 marzo 2020 la Giunta Municipale di Melfi ha approvato una delibera con l’allegato tecnico e sono stato invitato ad esprimere il parere nella Conferenza di Servizi programmata per giovedì 12 marzo 2020, conferenza che oggi è stata rinviata dal Dipartimento Ambiente a data da destinarsi.

Martedì 10 marzo ho trasmesso la delibera della Giunta Municipale con la perizia tecnica redatta da esperto di bonifiche e formulato il parere negativo per conto del Comune di Melfi.

Dall’approfondimento tecnico emerge in modo chiaro che il progetto di bonifica è inefficace e quindi incapace da solo a produrre gli obiettivi voluti.

Considerata la qualità dell’azienda controllata da una multinazionale del calibro di EDF, con grandi competenze in materia di bonifiche, è a questo punto plausibile che il punto critico sia dato dalla continuità aziendale.

Se la sperimentazione in campo non ha prodotto in 12 mesi i risultati previsti, nel mentre l’impianto continuava a funzionare, dobbiamo a questo punto ritenere che è proprio la continuità aziendale il problema.

Non si può certo dire che la multinazionale EDF non sia in grado di progettare una bonifica efficace, ma se i contaminanti dannosi per la salute restano e compaiono anche altre sostanze è chiaro a questo punto, dopo 11 anni, che  il problema, per esclusione, dovrebbe essere proprio il funzionamento dell’Inceneritore.

Per questo ho formalmente chiesto al Dipartimento Ambiente ed all’Assessore regionale all’Ambiente di disporre la chiusura dell’impianto allo scopo di bonificare finalmente il sito contaminato una volta per tutte.

Adesso c’è anche il tentativo fallito della sperimentazione che ci fornisce ulteriori elementi.

Faccio altresì appello al Governatore Bardi ed alla  sua dimostrata risolutezza nell’affrontare e risolvere alla radice problemi importanti della nostra Regione nel rispetto dei cittadini e della comunità dell’Area Nord di Basilicata.

Il rinvio della riunione del 12 marzo, sicuramente giustificato dall’emergenza sanitaria, può essere opportuno affinchè si giunga ad una rapida valutazione e decisione nei prossimi giorni. 

Sul sito del Comune di Melfi è possibile reperire il parere e la documentazione tecnica all’indirizzo: http://www.comune.melfi.pz.it/index.php?pagina=3433

Livio Valvano