La terza via: coraggio e autonomia

La politica vissuta come un’anima in pena dinanzi a un bivio non mi ha mai convinto.

Normalmente si tratta di un artifizio dialettico che qualcuno racconta per giustificare una scelta.

Ma quale scelta?

Quando hai Il cappello in mano e ti chiedi verso chi rivolgerlo significa che ti sei allontanato dalla politica, sei in un’altra condizione, quella che non ti consente più di scegliere ma di subire scelte che prenderanno altri.

E così senza accorgertene ti ritrovi a subire, in silenzio, opzioni politiche fatte da altri che nulla hanno a che vedere con la cultura del socialismo liberale.

Qualche esempio concreto?

C’è n’è un elenco numeroso a partire dalle politiche della salute.

Cosa ne pensiamo della infelice riforma del Governo Renzi del 2015 sulla sanità dei numeri – DM 70 e legge di stabilità 2016 – che ha accelerato e approfondito il processo di indebolimento del ruolo dello Stato nei servizi strategici del nostro Paese?

La sanità vissuta come un peso economico, il cittadino come un cliente cui rifilare un prodotto a basso costo; a causa di quelle sciagurate scelte neoliberiste un centinaio di Ospedali in tutte le Regioni Italiane sono stati smantellati e depotenziati negli ultimi anni.

E’ un piccolo ma significativo esempio che dovrebbe indurre a una riflessione più ampia sul senso e il ruolo della politica che poco o niente ha a che vedere con i bizantinismi della formazione di un gruppo parlamentare.

Nessuno pensa di fare lo sgambetto a nessuno, d’altronde i socialisti per cultura e sensibilità liberale-democratica aiuterebbero qualunque altra espressione politica che ha bisogno di aiuto per organizzarsi, anche per raccogliere le firme per la presentazione delle liste: questo è il senso del gruppo al Senato che non è certo l’espressione di una intesa politica e che quindi non è una priorità nell’agenda politica della segreteria PSI, almeno per adesso.

La verità è che ai socialisti italiani, dentro e fuori il PSI, non interessa sapere quale sia l’elemosina di cui non vergognarsi.

Ai socialisti e ai cittadini di questo Paese interessa raccogliere e sostenere opzioni politiche che abbiano un senso, ispirate da un progetto per il Paese.

Questa è la verità che respiri in ogni dove, da nord a sud dell’Italia.

Il bivio c’è per chi non è interessato alla politica; non lo prescrive il medico l’avere passione, motivazione e coraggio di mettere tutto in gioco.

Ma la politica è anche e soprattutto lo sforzo di materializzare un sogno, una utopia, sollecitare e intercettare aspettative, abbracciando senza timori la strada che il segretario Enzo Maraio va ripetendo sin dal giorno del congresso: l’autonomia della politica socialista che guarda ai cittadini e al Paese.

Non si tratta di una novità per i socialisti; la voglio descrivere con le parole di Bettino Craxi in uno scritto del 1999 a proposito della sua opzione per l’autonomia socialista: “….Il Partito Socialista da me diretto non è dipeso n’è dall’Urss nè dagli USA”.

Si prenda atto che siamo tutti in gioco e non su uno o due posti di carità, ma per misurarci sulla politica, che non sarà compiacente ne con l’URSS ne con gli USA.

Livio Valvano