2 giugno. Valvano, in visita in ospedale a Melfi come segno di vicinanza a medici e ammalati

La festa del 2 giugno non deve trasformarsi in una scusa per i neo-fascisti e i loro parenti sovranisti per millantare il loro attaccamento a un falso interesse nazionale, attraverso l’uso perverso del tricolore.

Fu una vera e propria rivoluzione la Repubblica, una rivoluzione che i sovranisti sicuramente non avrebbero promosso.

Il risultato più alto conseguito dal popolo italiano, pagato a caro prezzo ottenuto con il sacrificio umano nella lotta per la liberazione dal dispotismo.

I valori fondamentali impressi nella costituzione repubblicana sono l’eredità di quel trauma. 

Non si tratta di una rendita, ma di un patrimonio da curare a partire dal diritto alla salute codificato nell’art.32 della costituzione.

Un equilibrio delicato tra interesse pubblico e libertà individuale, attuato con il contributo fondamentale dei socialisti italiani che ha dato luogo a un sistema sanitario universale.

Per evitare di consegnare carburante alla cucina sovranista sempre pronta a riportare in auge l’esclamazione nostalgica “come era bella la Repubblica sotto l’impero”, abbiamo il dovere di rifondare il nostro sistema sanitario, vittima di scelte politiche ragioneristiche che l’emergenza sanitaria da cui il Paese sta faticosamente cercando di uscire deve indurre i Governi a tutti i livelli ad archiviare.

Per questo oggi sarò simbolicamente in visita in un Ospedale di periferia, a Melfi, come segno della vicinanza e dell’impegno dei socialisti italiani agli operatori e ai malati. 

Livio Valvano