Sulla Sanità aprire un dibattito sugli obiettivi e non su chi deve comandare

Alla prova della materia ‘sanità’ la maggioranza di centrodestra sembra perdere la bussola.

Su cosa perde la bussola?

Su quella che si definisce con un inglesismo la ‘governance’.

La traduzione più appropriata in questo caso è: chi comanda.

Si perché quello che si apprende del disegno di riforma attraverso i giornali è l’accentuazione della manovra 2017, cioè l’accentramento massimo delle strutture aziendali: una per l’assistenza ospedaliera e l’altra per il ruolo di committente e per l’assistenza territoriale.

Non mancheranno il giudizio e le proposte dei socialisti lucani non appena disporremo della bozza, ma per adesso una prima valutazione politica è già possibile farla.

La decisione di commissariare chi quel disegno di legge lo ha proposto, cioè l’assessore Leone, è sbagliata e perversa e soprattutto non dovrebbe essere materia su cui le forze politiche dovrebbero entrarci più di tanto.

La politica e il Consiglio Regionale dovrebbero occuparsi degli obiettivi, cioè degli effetti sulla popolazione in termini di servizi, di qualità delle prestazioni, di efficienza del sistema, non delle strutture giuridiche aziendali e dei relativi posti di comando.

Quanti a Potenza, quanti a Matera, quanti alla Lega, quanti a Fratelli d’Italia etc…

Capisco che la fame atavica di potere della destra ha forgiato il carattere e incattivito gli istinti, ma sulla sanità non può essere questo l’approccio.

È evidente che manca nella conoscenza di chi ha reagito male alla lettura del disegno di riforma delle coordinate stringenti previste dalla legge nazionale.

Se non si cambia la legge nazionale, la via proposta dall’Assessore Leone non è la migliore o la peggiore, è ‘l’unica’ possibile.

Avrei voluto, invece, leggere commenti e reazioni sui punti importanti che in materia sanitaria la politica dovrebbe affrontare perché quelli si davvero le competono.

A partire dall’istituzione della facoltà di Medicina in Basilicata, l’unica via per superare il nanismo organizzativo e la ristretta dimensione provinciale dei nostri presidi.

Le liste di attesa e la compatibilità tra l’essere dipendente pubblico e lo svolgere la libera professione.

La rete ospedaliera periferica, il ruolo del Presidio di Potenza che continua erroneamente a sprecare energie e risorse con gli interventi di bassa complessità.

Insomma mi aspetterei dalla nuova e immacolata maggioranza politica un sostegno al Governo Regionale che deve provare ad elevare i livelli di qualità ma per i cittadini, non per i nuovi e affamati potentati che evidentemente sulla sanità vogliono mettere le mani.

All’Assessore Leone voglio far sapere che i socialisti lucani desiderano partecipare al confronto e sono pronti a sostenere un disegno ambizioso, fuori dalla superata logica delle appartenenze politiche.

Una rappresentativa della direzione regionale del PSI vorrà quanto prima incontrare l’Assessore per comprendere la portata del disegno di legge.

 

Livio Valvano